608 22. Una notte, una di quelle pecorelle, mentre
le altre dormivano, si mise a gridare: «Muoio, fratelli,
ecco, muoio di fame!». Il saggio pastore si alzò
immediatamente e si affrettò a portare l'aiuto opportuno
alla pecorella infermiccia. Ordinò di preparare la
mensa, anche se con cibi alla buona, dove l'acqua, come il
più delle volte, suppliva alla mancanza di vino. Proprio
lui cominciò a mangiare per primo ed invitò
a quel dovere di carità gli altri frati, perché
il poverino non avesse ad arrossire.
Preso il cibo col timore del Signore, affinché fosse
completo l'atto di carità, il Padre tenne ai figli
un lungo discorso sulla virtù della discrezione. Prescrisse
di offrire sempre a Dio un sacrificio condito di prudenza,
ammonendoli accortamente di tener conto, nel servizio divino,
delle proprie forze. Perché, diceva, è come
peccare il sottrarre senza discrezione al corpo il necessario,
come pure dargli il superfluo, sotto la spinta della gola.
Poi soggiunse: «Carissimi, ciò che ho fatto mangiando,
sappiate che è stato fatto non per bramosia, ma per
doverosa attenzione e perché me lo ha imposto la carità
fraterna. La carità vi sia di esempio, non il cibo,
perché questo soddisfa la gola, quella invece lo spirito».